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Ritornano i Train.

I Train.

I Train ,ovvero Pat Monahan (voce), Jimmy Stafford (chitarra), Scott Underwood (batteria), in 15 anni di carriera, hanno lasciato il segno nel panorama della musica con il brano “Drop of jupiter” (Tell me), vincitore di due Grammy, ed i singoli “Meet Virginia” e “Calling all Angels”, con i quali hanno raggiunto i vertici delle classifiche di tutto il mondo. La band si è formata a San Francisco nel 1994 ed ha conquistato negli anni dischi multiplatino. Dopo la pubblicazione di “For me, It’s you”, nel 2006, i Train si sono presi una pausa di tre anni, ora,tornano con il quinto album “Save me, San Francisco” (Sony Music). In questo nuovo disco, la band rievoca i vecchi tempi, rivisitando il sound roots rock che l’ha contraddistinta, scoprendosi più unita che mai. “Prenderci una pausa ci ha fatto venire voglia di suonare insieme, ci siamo resi conto di quanto eravamo importanti gli uni per gli altri, e prenderci un paio di anni di pausa ci ha aiutati a pensare a noi stessi e a cosa potevamo offrire alla band, anzichè a quello che il gruppo non ci stava dando”,questo afferma Pat Monahan, riferendosi al periodo relativo al ritiro dalle scene. I Train hanno trascorso i mesi di aprile e maggio 2009, chiusi nei Kensaltown Studios di Londra insieme al produttore Martin Terefe, cui Monahan riconosce il merito di aver aiutato la band a “tornare alle radici del primo album”.

Save me, San Francisco, attinge al sound della band, richiamando il blues ed il rock dalle venature folk che ha reso famoso il gruppo. “E’ piuttosto essenziale – dice Monahan riferendosi al disco – ma d’impatto, perchè ci sono melodie molto orecchiabili, che penso siano più importanti di qualsiasi artificio della produzione”.

Farfaruga.

Esce il primo album di Carmen Masola.

Il primo album di Carmen Masola.

Tutti amano la voce di Carmen Masola, la prima vincitrice del programma televisivo “Italia’s got talent” ha stregato il pubblico di tutte le età e di tutti i gusti musicali, la sua voce da soprano ha raggiunto i cuori anche di chi non ama il suo genere. Così, dopo il trionfo nella popolare trasmissione , è pronta a diffondere ancora di più la sua musica con l’uscita del suo primo album: “Vissi d’arte” (etichetta Sony Music). L’album contiene nove grandi classici della lirica, arrangiati da uno dei più importanti produttori italiani, Celso Valli. La 39enne cantante di Novara, interpreta i brani contenuti nella sua prima fatica discografica, con la voce e l’intensità emotiva che le hanno valso la vittoria al talent show di Canale 5. “Carmen è un grande talento naturale, dotata di una vocalità intensa che emoziona ed oltrepassa i confini della musica colta, per arrivare al cuore di tutti, ed è una bella notizia che questo accada grazie ad un talent show”, questo dice di lei il famoso maestro Celso Valli, che l’ha presa sotto la sua ala protettrice.

Tra le arie del disco non poteva mancare “Casta Diva” di Vincenzo Bellini, con cui la soprano è riuscita a commuovere fino alle lacrime, anche Gerry Scotti, conquistandosi l’appellativo di “Susan Boyle italiana”. “A dire il vero – ha detto la Masola durante la conferenza stampa di presentazione dell’album – essere paragonata alla Boyle non mi piace molto, lei ha una bella voce, ma non ha mai studiato canto, mentre io sono 17 anni che studio”. Il percorso musicale di carmen è infatti cominciato quando era piccola, una vita di impegno e sacrifici, di lavori di ogni genere per potersi mantenere agli studi e di porte chiuse alle audizioni “Perchè dicevano che ero troppo grossa per stare sul palco”. Ma finalmente la brava soprano ce l’ha fatta, segno che il talento non può rimanere sempre in ombra.

Farfaruga.

Nuovo album per King Solomon Burke.

Solomon Burke.

Chi ha amato “Don’t give up on me”, l’album del 2002 nel quale King Solomon Burke, il reverendo di Filadelfia, canta canzoni scritte per l’occasione da grandi artisti come Elvis Costello, Bob Dylan, Van Morrison e Tom Waits e con il quale ha conquistato il Grammy nella categoria “Best Contemporary Blues Album”, difficilmente negli anni successivi, si sarà lasciato sfuggire qualcosa di questo artista, conosciuto come “The King of Roch & Soul”.  Nothing’s Impossible, è l’ultima fatica di Solomon Burke (etichetta Ear Music /Edel) settantenne autore di Everybody Needs Somebody To Love, scritta nel 1966, ma portata al successo nel 1980 dal film “The Blues Brothers”; questo album è anche l’ultimo lavoro del leggendario produttore Willie Mitchell, di casa Hi Records, poichè Willie è scomparso lo scorso 5 gennaio. La mano del produttore è riconoscibile, così come l’impronta della Hi Records: dodici brani solidi, bass drums, chitarre country e dolci arrangiamenti.

Dall’esperienza personale fatta a Filadelfia come reverendo, a Burke è rimasta la capacità di trasformare qualsiasi concerto in un’esperienza mistica. Molto probabilmente anche qualche pezzo di Nothing’s Impossible, finirà nella scaletta live, magari il pezzo You’re not alone, molto groovy. Come vocalist, questo artista è una vera forza della natura, ennesima prova ne è la dolcissima ed emozionante canzone Dreams. L’ultimo lavoro di questo artista è un buon primo approccio alla sua opera ed è una pura vecchia scuola Soul. I pezzi sono infatti appassionati, potenti e spirituali, l’interpretazione di Burke poi, li rende puri e veri “tocchi al cuore”.

Farfaruga.

Al via la 6° edizione del Festival Gaber.

Dalia Gabersik.

Il 23 ed il 24 luglio, prenderà il via l’atteso appuntamento con il Festival Gaber, arrivato ormai alla sesta edizione. Come sempre, a fare gli onori di casa, Enzo Iacchetti, noto presentatore, da sempre estimatore delle canzoni e della musica del cantautore poeta Giorgio Gaber, a cui la figlia Dalia, ideatrice della Fondazione Gaber, in collaborazione con il Comune di Viareggio,ha dedicato il famoso Festival. Ogni anno grossi nomi della musica italiana, partecipano alla rassegna, interpretando i più grandi successi dell’ artista. Quest’anno, dalla Cittadella del Carnevale si esibiranno Franco Battiato, Morgan, Paola Turci, Marco Morandi, Anna Oxa, Paolo Rossi, Marco Paolini, Oblivion e Roberto Cacciapaglia che presenterà il brano “Home”, scritto in occasione della tragedia ferroviaria di cui Viareggio è stata protagonista lo scorso anno.  il presidente della Fondazione Gaber – Paolo Dalbon – ha riferito ” Torniamo a Viareggio per il settimo anno e, contando lo Speciale per la nascita della Fondazione, nel 2006, abbiamo dato vita a 16 serate che hanno visto esibirsi 64 ospiti,per complessivi 69 brani di Gaber eseguiti”. Quest’anno ci sarà anche una novità sul palco della nota rassegna, Luca Lunardini, Sindaco di Viareggio ha infatti reso noto :” Venerdì sera consegnerò la cittadinanza onoraria all’amica Dalia Gaberscik, per quello che ha fatto per la città e per la serata che ha organizzato l’anno scorso, il Memorial per la strage ferroviaria”.

La risposta della bella e brava figlia di Giorgio Gaber non si è fatta attendere ed ha risposto alla parole del sindaco, visibilmente commossa:” Questo riconoscimento è un segno tangibile di apprezzamento per quello che la Fondazione fa con il Festival e per ciò che ha fatto con il Memorial. Parafrasando un titolo di mio papà, da oggi in poi Far Finta di Essere Sani diventa Far Finta di Essere Viareggini”.

Farfaruga.

Kate Bush – The Whole Story (1986).

The Whole Story - Kate Bush


Pubblicato in seguito a vari LP simbolo degli anni ‘70 e 80′, The Whole Story è il primo e, finora, unico greatest hits di Kate Bush. L’album è stato rilasciato nel 1986, subito dopo il grande successo di Hounds Of Love. Caratterizzata da una straordinaria poliedricità, Kate è sempre riuscita ad unire il giudizio di pubblico e critica regalando agli ascoltatori vere e proprie gemme del panorama musicale di fine anni ‘70, e sono tutte racchiuse qui, in questa piccola enciclopedia del pop. Wundering Heights funge da doverosa introduzione: quel piano intervallato dagli acerbi, ma precisissimi, acuti di una diciannovenne Kate stupirono la critica ed incantarono David Gilmour, indimenticata voce dei Pink Floyd e protegè dell’artista.

Cloudbusting appartiene alla produzione più recente della cantante, la metà degli anni ottanta che vede, ancora una volta, il suo nome in cima alle classifiche mondiali. Il violino su cui si regge il pezzo è ipnotico, avvolge la meravigliosa storia di un padre e un figlio, del sogno irreale di costruire un ‘acchiappa nuvole’: è Wilhelm Reich, l’allievo di Sigmund Freud perseguitato per le sue invenzioni e per il suo genio. Segue una serie di canzoni pubblicate dai primi LP, ma i pezzi forti appartengono soprattutto agli ultimi lavori: Hounds of love e Running up that hill sono le sue più recenti hits, programmate ad alta rotazione su MTV. Army Dreamers e Babooshka sono gli ultimi episodi di questa raccolta, con la quale la cantante chiuderà per sempre un’epoca caratterizzata da successi, pop, vocalizzi e videoclip talvolta patinati, per immergersi in una sperimentazione ed innovazione che mai riusciranno nuovamente a metterla in contatto con il grande pubblico.

Carmine Della Pia

The Cranberries – Everybody else is doing it, so why can’t we? (1993)

Everybody else is doing it, so why can't we? - The Cranberries


Con il lunghissimo titolo Everybody else is doing it, so why can’t we?, i The Cranbierries esplosero sulla scena musicale di inizio anni ‘90. L’ascesa, in realtà, culminò in uno scoppio leggermente ritardato. La genesi del gruppo, la firma con le varie case discografiche e persino la scelta della cantante si rivelarono particolari che rallentarono il loro successo. Dolores O’ Riordan, talentuosa vocalist irlandese, si rivelò la mossa giusta per sfondare: fu ‘assunta’, infatti, quando si presentò alle audizioni cantando un pezzo scritto anni prima, Linger. Quello che diventò uno dei pezzi di punta dell’album, sarà anche la grande hit che sdoganerà i The Cranberries in America. Everybody else is doing it, so why can’t we? è, forse, il lavoro più riuscito della band, di sicuro il più genuino. Tutta l’incertezza degli esordi sembra essere tutta in questo pugno di canzoni, sorrette dalla fantastica voce di Dolores e dall’ottima scrittura musicale della band.

Linger e Dreams, i due singoli promozionali, riassumono al meglio il mood del disco: acustico e intimistico. Wanted e How terranno banco nei live della band anche per i prossimi decenni, cantate all’unisono da orde di fan che, all’uscita dell’album, forse ancora non erano nate. I still do è l’intro ideale non solo per le dodici canzoni del progetto, ma per l’intera discografia successiva della band. Da segnalare Pretty, di cui nel 1994, anno in cui la band scalerà le classifiche mondiali con il secondo album, No Need To Argue, sarà realizzato un bellissimo mix per la colonna sonora del film di Robert Altman, Prêt-à-Porter.

Carmine Della Pia

E’ MORTO IL MAESTRO DELLO SWING LELIO LUTTAZZI

E’ accaduto nella sua casa di Trieste la notte scorsa: lì è morto il grandissimo compositore e musicista Lelio Luttazzi.

Aveva 87 anni e da tempo, purtroppo, soffriva di una neuropatia (VEDI WIKIPEDIA.IT).

E’ stato un grandissimo pianista e personaggio televisivo-musicale negli anni 50 e 60 e ai tempi di Studio Uno, programma della Rai che ha dato il via al Varietà e ai programmi musicali del sabato sera.

Il maestri Luttazzi è stato fra i primi ad introdurre il jazz e lo stile swing in Italia.

E’ stato anche un grandissimo compositore e autore, scrivendo per cantanti che hanno fatto la storia, come, ad esempio, la grande Mina e Teddy Reno.

In televisione, oltre a partecipare a “Studio Uno”, ha condotto programmi cult quali “Il Paroliere” e “Ieri e oggi”.

“Hit parade” lo ha consacrato, rendendolo noto al pubblico ancor più di prima.

Il maestro Lelio Luttazzi ha fatto anche teatro e cinema, sia come attore che come compositore di colonne sonore per quest’ultimo.

Un personaggio eclettico ma non invadente, sempre garbato nel suo modo di porsi, con la sua gentile simpatia e la sua grande professionalità.

La musica, con la scomparsa del maestro Luttazzi, ha davvero perso un esempio di serietà e bonarietà al tempo stesso.

I più giovani lo ricorderanno per la sua apparizione al Festival di Sanremo dell’anno scorso come accompagnatore musicale della particolarissima e talentuosa cantante Arisa.

Il corpo del maestro sarà cremato e le sue ceberi saranno gettate nel Golfo di Trieste, come le sue volontà dicevano.

Addio Maestro, continui a suonare per gli Angeli e li rallegri col suo mite e dolce sorriso.

MARIANNA NAVOTTI

Waka Waka il nuovo tormentone dell’estate



Come ogni anno tornano in Tv i servizi sul mare, il sole, l’abbronzatura e su cosa mangiare e come ogni hanno non potevano mancare numerosi opinionisti, che vogliono individuare il nuovo tormentone musicale dell’estate 2010.
Il brano tormentone delle spiagge e non solo sembra essere quello di Shakira, Waka Waka, interpretata insieme ai sudafricani Freshliground.
La canzone viene incessantemente proposta alla radio, molti i download del singolo. Il videoclip della canzone come prima immagine riporta il gol di Grosso che decretò la vittoria dell’Italia ai passati mondiali, chissà se la canzone sarà associata al positivo ricordo 2006 o al più deludente risultato odierno.
Altri candidati per il tormentone? Sono numerosi e forse dipende anche dai generi musicali, come dire ad ognuno il suo tormentone, si va dal duetto di Gaga con Beyonce, “Telephone”, a Katy Perry con ‘California Girls’, nuovo singolo con la collaborazione Snoop Dogg in vendita nei negozi a partire dal 24 di agosto.
Per gli amanti della techno vanno forte gli Stromae con Alors on danse, mentre per i ritmi esotici, messi durante l’aperitivo, il prossimo candidato sembra il brano “Zumba Samba”, di Karmin Shiff, o
‘I wanna’ di Bob Sinclair & Sahara feat.
In ambito tutto italiano troviamo la canzone melodica di Biagio Antonazzi “Se fosse per sempre”.
Molti sono i possibili candidati a divenire il sottofondo musicale imposto dai media, quello che è certo che l’imposizione per chi vuole sottrarsi può essere facilmente evitata scegliendo di ascoltare la musica amata, selezionando i brani che noi vogliamo come sottofondo alla nostra estate.

Tista

Torrita Blues Festival: Peter Green


Al via il Torrita Blues Festival, come ogni anno la cittadina della Provincia di Siena ospiterà eventi musicali di vero rilievo.
Il 25 giugno è prevista l’esibizione di Eric Sardinas chitarrista estroso, ama interagire con il pubblico e dopo l’esibizione trova sempre tempo per possibili domande sul suo modo di rapportarsi con la musica.
Sempre nella stessa sera salirà sul palco Eugene Hideway indicato dalla critica internazionale come l’erede di B.B. King, un bleus man da non perdere.
Tra gli artisti ospitati si segnala la presenza, sabato 26 , di Peter Green bravissimo chitarrista apprezzato e stimato anche da B.B.King, e John Mayall, per i quali ha collaborato alla produzione di alcuni pezzi.
Peter Green ha iniziato da subito la sua carriera alla grande, infatti sulla fine degli anni Sessanta ha sostituito Eric Clapton nei Bluesbreakers di John Mayall, incidendo l’album Hard Rock.
Successivamente decise di fondare un gruppo Fleetwood Mac, incidendo brani storici come
Albatross, The Green Manalishi, Black Magic Woman, il famosissimo pezzo suonato da Carlos Santana nel 1970.
Durante gli anni Settanta l’abuso di droga ha messo a dura prova Green, il quale non si è arreso e a partire dagli anni Ottanta è rientrato sulla scena internazionale, riproponendo il suo stile fatto di assoli armonici.
Negli anni Novanta a fondato i i Peter Green Splinter Group, con il quale ha inciso numerosi dischi.

Si riportano, di seguito, alcuni dei suoi album:

Con i Fleetwood Mac:
1968 – Fleetwood Mac
1968 – Mr. Wonderful
1968 – English Rose
1969 – Then Play On

Album da solista:
The End of the Game
In the Skies
Little Dreamer
Whatcha Gonna Do?
White Sky
Kolors
A Case for the Blues

Tista

Pistoia Blues, chitarre e stelle!!

Come sempre l’estate di Pistoia brilla di stelle in cielo ed in palco, stiamo parlando degli artisti che suoneranno durante la famosa rassegna musicale toscana, il Pistoia Blues.

Ecco l’elenco, in ordine alfabetico, di alcuni dei  musicisti che si esibiranno a partire dal 14 al 18 luglio:  Anathema , Mario Biondi, Cedric Burnside & Lightnin Malcolm,  Robert Cray,  Gamma Ray,  Buddy Guy , Hammerfall , Micah P. Hinson,  James Hunter, Labyrinth, North Atlantic Oscillation, Francesco Piu,  Porcupine Tree, Queensrÿche, Jimmie Vaughan , Buddy Whittington, Zappa Plays Zappa.

Nella serata di sabato è prevista la performance di  Dweezil chitarrista, figlio del grande Frank Zappa, il quale in omaggio al padre sta conducendo, con una band di promettenti artisti, un tour “Zappa plays Zappa”.

Mentre al Teatro Bolognini si esibirà Baddy Whittington, oggi riconosciuto come uno dei preferiti Bluesbreakers del mitico John Mayall.

Dopo Dzeeezil salirà sul palco Buddy Guy , chitarrista affermatosi negli anni Settanta il cui stile ha influenzato i grandi del rock come Jimi Hendrix, Eric Clapton, Jeff Beck e Stevie Ray Vaughan. Proprio il fratello di quest’ultimo, Jimmie Vaughan, suonerà nella notte di domenica confermando il tutto il talento di una famiglia di grandi musicisti.

Sono tante le proposte musicali, a voi la scelta della serata.

Pistoia Blues oltre agli splendidi concerti serali, offre la possibilità, fino al 23 giugno, di partecipare alla selezione del miglior Blues Busker inviando materiale audio\video.

Come riportato nel sito , www.pistoiablues.com, tutti i partecipanti selezionati dalla giuria in base ai materiali avranno un biglietto omaggio per il concerto di sabato 17 luglio; i vincitori della selezione live verranno premiati domenica 18 luglio, prima dell’inizio dei concerti dell’ultima serata del festival, e avranno diritto a un Backstage Pass per quella notte.

Tista