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Vengo a prenderti sulla mia Torpedo Blu

Vengo a prenderti sulla mia Torpedo Blu

“Vengo a prenderti stasera sulla mia Torpedo Blu, un’automobile sportiva che mi dà un tono di gioventù…”

Una canzone del mitico e famosissimo Giorgio Gaber, che ha fatto storia, parlando della sua Torpedo Blu, una macchina alfa romeo molto desiderata in passato, che potevamo vedere in ogni film..

Adesso non ne producono più, sono solo d’epoca, e non possiamo nemmeno richiederla come auto sostitutiva alfa romeo, perchè passata di moda ma soprattutto con un motore troppo vecchio..

Purtroppo Gaber è mancato tempo fa, ma ha segnato il mondo della musica con canzoni e melodie, che nessuno potrà mai imitare..”Non arrossire” fu il suo primo successo, nel 1960, seguita da “La ballata dei Cerutti”..

Cantò con i migliori cantanti del momento, come Gino Paoli, Jannacci, e Tenco.

Il Signor G. venne conosciuto però anche nel mondo teatrale, scrivendo diverse commedie..

Ma ritorniamo alla nostra Torpedo Blu, chissà quanti di voi da giovani l’hanno sognata, o addirittura avuta come prima macchina su cui sperimentare le tecniche della guida?

Il primo modello fu costruito negli anni ‘20, e costituisce un simbolo di un’era, come l’attuale Alfa romeo Giulietta, non trovate??

Alla prossima puntata cari amici!

Laura Sangalli

Che musica ascolti mentre guidi?

Che musica ascolti mentre guidi?

C’è chi dice di non essere capace a fare due cose contemporaneamente..ma se ci pensiamo bene, quando si è al volante, chi è che non ascolta anche la musica?

Questa, è la nostra compagna perfetta, in percorsi brevi ma anche in viaggi lunghi..che ci distende e fa divertire, anche nei momenti stressanti, come la coda a cui ogni mattina andiamo incontro prima di immetterci in tangenziale o al ritorno alle sei di sera, appena usciti dal lavoro..

E voi cosa amate ascoltare al volante?

Preferite ascoltare trasmissioni radiofoniche, intervallate dalle ultime hit del momento, o preferite concentrarvi sul vostro cd?

Per i più fortunati, che hanno appena comprato un auto e accesso un finanziamento auto, ci sono anche gli optional per gli ipod o le chiavette usb, che si collegano immediatamente al vostro impianto stereo..

Io personalmente sono ancora della vecchia scuola, ho una normalissima auto-radio con il cd, che inserisco abitualmente, con le mie hit preferite!

La sera invece, mi capita più spesso sentire trasmissioni radiofoniche, a cui a volte partecipo anche, se le ritengo interessanti!

E voi invece? Amate canticchiare da soli la vostra canzone preferita o preferite usare la tecnologia, e sentire “a palla” la vostra auto-radio!

Mi raccomando, tenete moderato il volume, altrimenti certe cose non potrete neanche avvertirle, come un’ambulanza in velocità, che ha bisogno di superarvi..

Alla prossima puntata!

Laura Sangalli

Torrita Blues Festival: Peter Green


Al via il Torrita Blues Festival, come ogni anno la cittadina della Provincia di Siena ospiterà eventi musicali di vero rilievo.
Il 25 giugno è prevista l’esibizione di Eric Sardinas chitarrista estroso, ama interagire con il pubblico e dopo l’esibizione trova sempre tempo per possibili domande sul suo modo di rapportarsi con la musica.
Sempre nella stessa sera salirà sul palco Eugene Hideway indicato dalla critica internazionale come l’erede di B.B. King, un bleus man da non perdere.
Tra gli artisti ospitati si segnala la presenza, sabato 26 , di Peter Green bravissimo chitarrista apprezzato e stimato anche da B.B.King, e John Mayall, per i quali ha collaborato alla produzione di alcuni pezzi.
Peter Green ha iniziato da subito la sua carriera alla grande, infatti sulla fine degli anni Sessanta ha sostituito Eric Clapton nei Bluesbreakers di John Mayall, incidendo l’album Hard Rock.
Successivamente decise di fondare un gruppo Fleetwood Mac, incidendo brani storici come
Albatross, The Green Manalishi, Black Magic Woman, il famosissimo pezzo suonato da Carlos Santana nel 1970.
Durante gli anni Settanta l’abuso di droga ha messo a dura prova Green, il quale non si è arreso e a partire dagli anni Ottanta è rientrato sulla scena internazionale, riproponendo il suo stile fatto di assoli armonici.
Negli anni Novanta a fondato i i Peter Green Splinter Group, con il quale ha inciso numerosi dischi.

Si riportano, di seguito, alcuni dei suoi album:

Con i Fleetwood Mac:
1968 – Fleetwood Mac
1968 – Mr. Wonderful
1968 – English Rose
1969 – Then Play On

Album da solista:
The End of the Game
In the Skies
Little Dreamer
Whatcha Gonna Do?
White Sky
Kolors
A Case for the Blues

Tista

Nina Zilli corre a Imola!

giugno 4th, 2010 Posted in Anni '60 e '70, Cantautori, Eventi Tags: , ,

La cantautrice Nina Zilli

Nina Zilli in concerto a Imola!

Questa sera, a partire dalle ore 22 in Piazza Matteotti a Imola

, la cantante piacentina Nina Zilli (nata Maria Chiara Fraschetta), si esibirà per l’ “Imola in Musica“.

Dopo il successo di ” L’uomo che amava le donne”, che la porta alla finale a quattro del sessantesimo Festival Della Canzone Italiana a Sanremo; vince il Premio della critica “Mia Martini”. A fine Aprile il suo album “Sempre lontano” viene decretato disco d’oro.

L’album contiene 12 canzoni tra le quali si ricordano “50mila” cantata con Giuliano Palma, “L’uomo che amava le donne” con cui ha concorso a Sanremo, più una Bonus Track.

All’evento non parteciperà la sola Nina Zilli, oltre a lei ci saranno una moltitudine di spettacoli e piccoli eventi sparsi per la città come ad esempio della musica araba e uno spettacolo di danza orientale, ci sarà uno spettacolo Jazz a cura dei Tea For Trio…insomma da non perdere!!!!

 

Luisa Lupicino

Hibernation, Chrisma (1978).

Hibernation - Chrisma


Amano definirsi “i nonni della techno”, a quasi trent’anni dall’esplosione del loro successo. I Chrisma, diventati poi Krisma, sono Maurizio Arcieri, ex leader dei New Dada, e Christina Moser, sua legittima consorte. Una coppia che ha dato vita ad un sodalizio artistico iniziato dal punk londinese di fine anni ’70 fino alla techno dance degli anni ’80, per proseguire in una serie di collaborazioni, tra musica e tv, sempre all’insegna dell’innovazione e dell’avanguardia. Il termine è giusto per sintetizzare i contenuti di Hibernation, secondo album targato 1978, primo vero successo del duo che sdogana il loro sound anche all’estero. Da Aurora B, uno dei primi video musicali, super censurato per scene di amplessi e suicidio, fino a Got got electron, primi esperimenti di elettronica all’italiana, il disco è una perla per chi è alla ricerca di quanto più innovativo si è fatto negli ultimi 30 anni.

I violini quasi ossessivi di We r rappresentano uno splendido motivo che risulterebbe poco attribuibile ad un ex cantante beat impegnato in lunghe e notturne jam sessions con la sua consorte, ex fan svizzera del gruppo di cui era leader. Calling apre l’album e le sue schitarrate elettriche ricordano che dietro l’estro del duo si nasconde un incontro fondamentale, avvenuto a Londra poco tempo prima. Un certo Vangelis, che in futuro sarebbe diventato celebre per la composizione di colonne sonore del calibro di Blade Runner (cui collabora anche lo stesso Arcieri) e Momenti di gloria, Oscar alla migliore colonna sonora nel 1982. Tra i pezzi migliori segnaliamo We r e, soprattutto, Aurora B, intrisa di fascinazione francese anni ’30.

Carmine Della Pia

The kick inside, Kate Bush (1978).

The kick inside - Kate Bush


Le critiche parlarono di miracolo, nei lontani anni ’70. Una diciannovenne inglese si affermava, sul finire della decade, nella scena musicale, allo scoppiare della disco e al tramonto della cultura hippy. Protegè di David Gilmour, dei leggendari Pink Floyd, Kate Bush esordiva con un album intriso di temi filosofici e mistici, spesso banditi dalla cultura benpensante di quegli anni, ma vivi e ardenti tra la contestazione giovanile. The kick inside viene pubblicato il 17 febbraio 1978, poco dopo l’esplosione nelle classifiche di Wundering Heights, trascinante ballata sorretta dal piano virtuoso e dalla voce incantevole di Kate. Il pezzo fu scritto di notte, dopo aver letto il classico Cime tempestose e l’adattamento cinematografico del film realizzato nel 1970, con Timothy Dalton nel ruolo di Heathcliff. Primo posto nelle classifiche di mezzo mondo, il singolo apre la strada all’album, 13 tracce che lasciano di stucco pubblico e critica.

Kate, ex ballerina di danza classica, si muove sul palco con la maestria di un’artista consumata, nonostante l’età precoce. Them heavy people e Moving i pezzi forti, ma anche The man with the child in his eyes, che parla di abusi su minori. Ben lontana dallo stereotipo della diva da star sistem, affermerà la sua determinazione scegliendo i pezzi da rilasciare come singoli, fino a prendere in mano le redini della sua immagine poco tempo dopo. “La gente era ignara del fatto che fossi io a scrivere le mie canzoni e a suonarle al piano. I media mi rappresentavano come un corpo. È come se avessi dovuto provare che sono un’artista imprigionata in un corpo femminile”.

Carmine Della Pia