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Che musica ascolti mentre guidi?

Che musica ascolti mentre guidi?

C’è chi dice di non essere capace a fare due cose contemporaneamente..ma se ci pensiamo bene, quando si è al volante, chi è che non ascolta anche la musica?

Questa, è la nostra compagna perfetta, in percorsi brevi ma anche in viaggi lunghi..che ci distende e fa divertire, anche nei momenti stressanti, come la coda a cui ogni mattina andiamo incontro prima di immetterci in tangenziale o al ritorno alle sei di sera, appena usciti dal lavoro..

E voi cosa amate ascoltare al volante?

Preferite ascoltare trasmissioni radiofoniche, intervallate dalle ultime hit del momento, o preferite concentrarvi sul vostro cd?

Per i più fortunati, che hanno appena comprato un auto e accesso un finanziamento auto, ci sono anche gli optional per gli ipod o le chiavette usb, che si collegano immediatamente al vostro impianto stereo..

Io personalmente sono ancora della vecchia scuola, ho una normalissima auto-radio con il cd, che inserisco abitualmente, con le mie hit preferite!

La sera invece, mi capita più spesso sentire trasmissioni radiofoniche, a cui a volte partecipo anche, se le ritengo interessanti!

E voi invece? Amate canticchiare da soli la vostra canzone preferita o preferite usare la tecnologia, e sentire “a palla” la vostra auto-radio!

Mi raccomando, tenete moderato il volume, altrimenti certe cose non potrete neanche avvertirle, come un’ambulanza in velocità, che ha bisogno di superarvi..

Alla prossima puntata!

Laura Sangalli

Volta, di Bjork (2007).

Volta - Bjork


Volta è, forse, l’album più sperimentale di Bjork. Di certo quello che si discosta maggiormente dalla sua produzione, finora. Abituata, da sempre, a repentini cambi di stile, il suo percorso aveva seguito un filone molto cupo, iniziato con Vespertine (2001) fino a Medulla (2004), album cantato quasi a cappella con cori e versi che rasentavano la cacofonia. Pubblicato il 2 maggio 2007, Volta sembra essere un inno alla natura più selvaggia e nuda. Earth Intruders racconta di un branco che invade la popolazione civile, frutto di un sogno che la cantante aveva fatto su un aereo, mentre Declare indipendence è un controverso appello per l’indipendenza, cantanta anche in onore ad un “Tibet libero”. La cantante collabora per la prima volta con il gotha dell’hip hop, Timbaland, abituato alle classifiche e ai lustrini tipici di album pop (Justin Timberlake, Nelly Furtado).

Eppure, il sodalizio, seppur concentrato in pochi episodi dell’album, si presenta innovativo e trascinante. The dull flame of desire si avvale della splendida voce di Antony Hegarty, già leader degli Antony and the Johnsons, innovativo gruppo dark americano. L’album raccoglie un ottimo successo di critica e pubblico dopo il lieve declino di Medulla, forse troppo audace per un pubblico abituato alle sue, seppur eccentriche, ballate. E, sul titolo dell’album, afferma: “Ho sempre cercato parole che contenessero un’idea di energia, ed ho pensato per anni al titolo dell’album, finché ho trovato Volta. Amavo l’idea di poter intitolare il progetto con un nome di origini latine, e in alcuni testi ripeto parole come voltage, e voodoo, che riconducono, in qualche modo, al concetto”.

Carmine Della Pia

Bedtime Stories, di Madonna (1994).

Bedtime Stories - Madonna


Veste del tutto inedita per Madonna nei primi anni novanta. Bedtime stories, pubblicato il 20 ottobre 1994, è una raccolta di brani che spaziano dall’hip hop all’r’n b grazie alla collaborazione di maestri del genere quali Nellee Hooper e Dallas Austin. Dopo la pubblicazione di Erotica, apprezzato da critica e pubblica solo in seguito, quando ormai gli scandali costruiti intorno al disco erano svaniti, la cantante era alla ricerca di un suono del tutto nuovo per le sue corde. Le prime registrazioni per Bedtime stories furono cestinate perché ricordavano atmosfere dance di hit quali Vogue, Erotica o Deeper and deeper e la cantante non ama ripetersi, come risaputo da chi conosce bene la sua discografia. L’incontro con produttori r’n b avvenne soprattutto dopo l’ascolto di Pendulum vibe, primo album di Joi, famosa artista underground americana cui Bedtime stories è dichiaratamente ispirato. Secret è il primo singolo, una ballata che segna già il netto distacco con l’aria erotica permeata nelle ultime produzioni della cantante.

Take a bow è il pezzo della svolta: scritto da Babyface, star della musica black statunitense, segna il ritorno in grande stile alle classifiche mondiali, con premi e ottime critiche. Madonna non produrrà alcun tour per l’album. La sua limitata diffusione, la mancanza di scandali sostanziali che, fino all’album precedente, contraddistingueva ogni passo artistico della cantante italoamericana rende Bedtime stories un lavoro elegante, dai suoni quasi ricercati e cupi che, a distanza di sedici anni, è affascinante come al primo ascolto. Da segnalare la prima e, finora, unica collaborazione della cantante islandese Bjork, desiderata e corteggiata per anni da Madonna affinché producesse almeno un pezzo che potesse inserire in uno dei suoi album.

Carmine Della Pia

Stripped, Christina Aguilera (2002).

Stripped - Christina Aguilera


Si spoglia dei suoi vestiti, come spesso capita alle popstar internazionali, ma anche dei panni di fidanzatina d’America. Christina Aguilera pubblica, nell’ottobre del 2002, Stripped, secondo album di inediti. Il passo risulta fondamentale sia per il distacco rispetto al fenomeno pop che ha avuto la sua principale esponente nella coetanea Britney Spears, sia per la tanto agognata approvazione della stampa. L’album, un sapiente mix di sonorità pop e, a sorpresa, r’n b, permette alla Aguilera collaborazioni con artisti del calibro di Alicia Keys, astro nascente della black statunitense, o Linda Perry, ex leader delle 4 non blondes e autrice apprezzata. Dirrty è il primo singolo estratto, pezzo offuscato dal video supersexy che poco fece sperare, data l’unanime stroncatura di pubblico e critica.

Ma siamo solo all’inizio. Beautiful è una ballata che scala rapidamente le classifiche mondiali per la sua intensità. La voce di Christina Aguilera nei primi album era limitata ai mugolii delle tipiche canzoni preconfezionate dai produttori, ma stavolta stupisce tutti in acuti e note così alte da meritarsi il paragone a cantanti vere, quali Mariah Carey e Whitney Houston. Il pugno di canzoni che fanno parte del progetto trova i suoi picchi in Can’t hold us down, inno hip hop femminista che vuole mettere al pari la volgarità degli uomini a quelle delle donne (gli uomini possono avere due donne, se lo fanno le ragazze allora sono puttane). Il periodo d’oro di Christina proseguirà, qualche anno più tardi, in un duetto con Andrea Bocelli, sempre più apprezzato dal pubblico americano, e nella pubblicazione di Back to basics, omaggio al jazz anni ’20.

Carmine Della Pia